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incontro di apertura del rinnovo del CCNL chimico farmaceutico

incontro apertura rinnovo CCNL chimico farmaceutico
Il 6 ottobre u.s. presso la sede di Confindustria a Roma, ha avuto luogo
l’incontro di apertura del negoziato per il rinnovo del contratto nazionale
di lavoro del settore chimico-farmaceutico, alla presenza dei Presidenti di
Federchimica, Giorgio Squinzi, e Farmindustria, Sergio Dompè, di una
delegazioni di rappresentanti delle imprese, e delle Segreterie Nazionali di
Femca Cisl Filcem Cgil e Uilcem Uil assistite da una folta rappresentanza
delle rispettive delegazioni aziendali, territoriali e regionali.
I presidenti di Federchimica e Farmindustria hanno ribadito l’importanza
che le relazioni sindacali, basate su una visione realistica dei problemi e
pragmatica delle soluzioni, per il raggiungimento nel settore di importanti
risultati contrattuali che hanno consentito alle imprese di potersi
misurare con i temi della competitività, della produttività e della
innovazione, percorso questo da proseguire migliorando e innovando il
quadro delle relazioni con il necessario consenso delle proprie
rappresentanze.
Le associazioni hanno sottolineato che il negoziato si intreccia con una
difficile situazione economica e di relazioni , che non modifica la necessità
di cogliere le opportunità e rispondere alle esigenze dei reciproci
rappresentati.
La attuale situazione economica, segnata da pesanti risultati passivi di
bilancio, secondo le Associazioni datoriali tende ad una sostanziale
stabilizzazione per la maggior parte delle aziende ed in buona parte di esse
al miglioramento, anche se ancora non vi sono precisi segnali di ripresa.
La situazione nei vari settori che compongono il comparto è disomogenea,
ma i cambiamenti in atto dimostrano che siamo in presenza non solo di
una crisi congiunturale ma di una riorganizzazione mondiale del lavoro
che modificherà nei prossimi anni strutturalmente l’industria chimicafarmaceutica,
tale da imporre modifiche alla organizzazione dell’impresa tendente alla innovazione,
alla qualità, alla produttività, che avrà riflessi sul lavoro e sulla occupazione.
Le associazioni, hanno evidenziato la necessità di affrontare una trattativa
che produca un contratto utile ad affrontare i problemi, auspicano che
non vi siano divisioni ma confronto di merito, ed un percorso che avvii il
confronto a momenti di approfondimento specifico sui vari temi.
Per la Filcem, Alberto Morselli ha auspicato un contratto utile al settore,
lavoratori e imprese, lavorando nel merito per trovare le soluzioni
necessarie per dare risposte in merito ai problemi dei lavoratori.
Per la Filcem necessità un approfondimento e una condivisione della
analisi esposta per affrontare alcuni problemi a cui non siamo stati in
grado fino ad oggi di dare risposta: serve un CCNL contenitore in cui
differenziare soluzioni in base alle differenti realtà e problematiche,
governando il cambiamento, ed ha ribadito che ogni organizzazione è
tenuta ad essere coerente con la impostazione della propria piattaforma
presenta e ha condiviso il percorso di confronto proposto dalle controparti.
La Uilcem, attraverso Augusto Pascucci, ha dichiarato che la apertura del
tavolo di oggi è un segnale ed un approccio positivo al rinnovo del
contratto nazionale, condividendo in sostanza l’analisi presentata
affermando una forte volontà di arrivare al risultato anche se produrre un
lavoro di qualità richiede tempi lunghi e necessari approfondimenti sui
singoli temi specifici rispetto ai quali serve calendarizzare incontri
programmati tenendo conto delle problematiche organizzative delle
federazioni.
Per la Femca Cisl, il Segretario Generale Sergio Gigli, ha sottolineato che
nel rispetto delle regole vigenti la Femca ha presentato le richieste per il
rinnovo da tre mesi affinchè la trattativa si concluda entro la scadenza del
ccnl.
Per la Femca il contratto nazionale è stato consolidato dalla riforma ed
esso deve avere il compito principale di affermare la centralità della
persona nel lavoro.
Gigli ha affermato che la Femca condivide la analisi presentata, che fa
emergere la strutturalità dei problemi che la crisi ha evidenziato, in
particolare quelli relativi alla competitività del sistema paese e delle
imprese e quello della occupazione, rispetto ai quali necessita un
intervento condiviso e congiunto da parte di sindacato e associazioni
datoriali anche nei confronti del governo e delle istituzioni perché esse
siano rimosse.
Per la Femca serve più partecipazione dei lavoratori nelle imprese in
continuità e migliorando ciò che il contratto chimico-farmaceutico ha
prodotto fino ad oggi, affrontare la questione occupazionale con nuovi
strumenti di tutela per i lavoratori, tutelare i salari salvaguardandone il
potere di acquisto attraverso il nuovo indice IPCA ed il conguaglio rispetto
alla inflazione reale in riferimento al salario di fatto rilevato nel settore, ed
estendere e rafforzare la contrattazione di secondo livello in particolare a
tutti i lavoratori che ne sono sprovvisti.
Sergio Gigli ha ribadito che la Femca vuole rinnovare il contratto con le
nuove regole senza spendere troppo tempo in riunioni specifiche in gruppi
di lavoro, ma con una prossima riunione plenaria che affronti tutti i temi e
i costi complessivi delle richieste presentate, per arrivare al rinnovo in
tempi rapidi.
Il Presidente di Federchimica Giorgio Squinzi ha chiarito che intende
rispettare le regole e arrivare alla conclusione del rinnovo “entro Natale”,
condizione questa condivisa dalla Femca che opererà affinchè tale
proposito diventi un fatto concreto.
La Segreteria Nazionale della Femca ha inoltre convenuto di affrontare le
questioni poste dalle piattaforme complessivamente secondo un percorso
condiviso, che verrà concordato nei prossimi giorni .
La Segreteria Nazionale della Femca valuta complessivamente in modo
positivo il risultato della prima riunione per il rinnovo del contratto, che
ha fatto emergere nei contenuti la impostazione che la Federazione si è
data, sia nel merito con la costruzione del documento con le proprie
richieste, sia nel metodo per avere portato il confronto nel quadro di regole
previste dalla riforma, impostazione questa condivisa dalla delegazione
Femca nella riunione svoltasi il giorno 5 ottobre presso l’Auditorium di via
Rieti in Roma.
Fraterni saluti.

Il Segretario Responsabile di Comparto e Il Segretario Generale

– Gianluca Bianco – – Sergio Gigli –

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8, ottobre 2009 Posted by | Ferrara | Lascia un commento

RINNOVO CCNL CHIMICO 2010-12

Il 22 gennaio è stato raggiunto un Accordo per le Linee Guida della riforma del modello della
contrattazione nel nostro paese firmato dalle Parti Sociali e dal Governo, tranne che dalla
Cgil, che è stato tradotto in Accordo Interconfederale CISL UIL Confindustria il 15 di aprile.
La Femca il 30 giugno 2009, secondo le nuove regole previste dalla riforma del modello
contrattuale, ha presentato disdetta del Contratto Nazionale di Lavoro (CCNL) del settore
Chimico Farmaceutico e contemporaneamente avanzato richiesta di incontro per l’avvio della
trattativa, unitamente al documento contenente le richieste, alle controparti Federchimica e
Farmindustria.
12 domande e risposte
Volantino_Unico
RINNOVO CCNL CHIMICO 2010-12

28, settembre 2009 Posted by | Ferrara | Lascia un commento

INDUSTRIA CERAMICA: “iniziativa della FEMCA Emilia Romagna”

volantino quali prospettive per il distretto ceramico
Femca Cisl ER: un sistema di distretto contro la crisi della ceramica
Per ‘attraversare la crisi’, salvaguardare capacità produttiva e livelli occupazionali nel distretto ceramico di Sassuolo (nel modenese) occorre costruire un sistema di distretto. Partendo dall’assunzione di responsabilità, da parte di tutti i soggetti coinvolti: imprese, associazioni, lavoratori, sindacati, istituzioni, per ricercare proposte condivise in grado di soddisfare i bisogni di imprese e lavoratori.
E’ questa la ‘ricetta’ della Femca dell’Emilia-Romagna, avanzata in un convegno sul futuro del distretto ceramico, cui hanno partecipato imprenditori, studiosi, amministratori e rappresentanti di associazioni di categoria.
Gli interventi contrattuali a livello di sistema distrettuale, proposti dal sindacato, riguardano: orario di lavoro, polifunzionalità professionale, formazione, investimenti aziendali.
Pertanto, si alla “modifica temporanea dell’orario di lavoro, se legata al mantenimento del livello occupazionale ed ad investimenti e sostegno al personale femminile (part time) per la tutela dei ‘nuclei famigliari’”. Formazione professionale per tutti i lavoratori ed introduzione di figure con competenze ‘multiple’, perché “il valore del distretto passa anche sull’utilizzo delle conoscenze”. Fondi interprofessionali per la ricollocazione dei lavoratori e l’integrazione al reddito per quelli coinvolti in lunghi periodi di cig. Accanto, la Femca sollecita l’avvio degli osservatori nazionale e regionale del ccnl del settore, mentre il ‘tavolo nazionale della ceramica’ dovrà avere una ‘specializzazione distrettuale’ e prevedere “un momento congiunto permanente (territoriale)” di monitoraggio delle situazioni di crisi e coinvolgimento dell’intero distretto, istituzioni ed enti di formazione.
In questo contesto, per il responsabile emiliano-romagnolo del sindacato dei chimici della Cisl, William Ballotta, “è con la contrattazione di secondo livello, che si implementa la capacità di fornire risposte flessibili, adeguate e personalizzate alle esigenze delle imprese, del territorio, delle persone. Le esigenze di sviluppo o di gestione delle crisi, le fluttuazioni di mercato, la necessità di servizi innovativi, –osserva il segretario Femca- si combinano con la necessità di una forza lavoro sempre più consapevole, professionalizzata, motivata e coinvolta nei processi aziendali e nelle strategie d’impresa”. In altre parole, “contrattare la partecipazione dei lavoratori all’azionariato, agli utili, alla ‘governance’ aziendali” –afferma Ballotta-.
L’accordo siglato in Emilia-Romagna sugli ammortizzatori in deroga, secondo la Femca “è importante”, perché salvaguarda capacità produttiva e livelli occupazionali, però “va accompagnato da interventi di sistema”, finalizzati al rilancio del settore.
Oggi perdite di produzione, fatturato e redditività, giacenze di magazzini, difficoltà a recuperare crediti, stretta creditizia delle banche stanno quasi per “portare al collasso il distretto di Sassuolo -denuncia il sindacato-“. Ne segue la decimazione di aziende dell’indotto e livelli produttivi molto più bassi rispetto al passato, attorno ai 350 milioni di metri quadrati prodotti all’anno. Già ora, cento milioni di metri quadrati sono prodotti da aziende italiane in stabilimenti esteri, è stata abbandonata la fascia bassa produttiva del mercato (monocottura) a favore di quella alta (porcellanato) con conseguente riduzione di occupati e minore produzione. Da qui l’assetto produttivo ‘sclerotico’, come lo definisce la Femca regionale, del distretto ceramico di Sassuolo.
A cui si può opporre solo un ‘patto per il territorio’ con strumenti di welfare contrattuale definiti in ambito distrettuale o regionale.
Tra questi sono già disponibili: l’accordo nelle provincie di Modena e di Reggio Emilia con alcuni istituti bancari per l’anticipazione della indennità di cigs; la possibilità per i lavoratori in cigs di sospendere temporaneamente, senza aggravi, il pagamento della rata del mutuo prima casa; i fondi stanziati dai Comuni del distretto per aiutare le famiglie in difficoltà; la possibilità, per i lavoratori di “Florim” e di “Marazzi Group”, di poter aderire al Fondo Sanitario integrativo, introdotto contrattualmente nei recenti integrativi aziendali; l’iniziativa dei dirigenti di Florim: “autotassati” per aiutare i lavoratori in cigs.
Ileana Rossi, ufficio stampa Cisl ER

30, giugno 2009 Posted by | Femca Regionale Emilia Romagna | Lascia un commento

Concertone e solidarietà

Quest’anno purtroppo la Femca Emilia Romagna non organizzerà il pullman per il “concertone” romano del primo maggio. Peccato, la partecipazione alla precedente appuntamento è stata una bella esperienza. Ricordo con piacere il pullman carico di risate dell’andata, il clima “flower power” durante il concerto, il sonno in improbabili posizioni del ritorno, le mail di ringraziamento. Per questo diversi aderenti all’edizione del 2008 mi hanno contattato per partecipare nuovamente.
Eppure quest’anno le organizzazioni sindacali hanno scelto di concentrare l’attenzione – e le risorse – sul terremoto abruzzese.
Per garantire un prezzo accessibile al viaggio avremmo dovuto investire una discreta somma, per le nostre possibilità.
Preferiamo spendere diversamente ora quei quattro denari, rimandando tutto – ci auguriamo – al 2010.

29, aprile 2009 Posted by | Femca Regionale Emilia Romagna | Lascia un commento

SIGLATO IL CONTRATTO CONCORDE

Riguarda sette stabilimenti ceramici del Modenese
SIGLATO IL CONTRATTO CONCORDE
Soddisfazione dell’azienda e delle rappresentanze dei lavoratori per la positiva conclusione di una complessa trattativa durata nove mesi

Nella notte del 23 Marzo scorso, presso Confindustria Ceramica, è stata posta finalmente la sigla all’ipotesi di accordo integrativo riguardante le aziende modenesi del Gruppo Concorde. E’ uno dei contratti collettivi più importanti della provincia, che interessa 1480 lavoratori in sette diversi stabilimenti ceramici che vanno dall’Atlas di Finale Emilia alla Mirage di Pavullo.

“E’ stato un confronto complesso, ha dichiarato Carlo Cottica che ha condotto le trattative per conto dell’azienda, e la complessità deriva sia dalle diverse problematiche dei singoli stabilimenti, sia dal momento particolare che l’industria ceramica sta attraversando. Questa conclusione positiva sottolinea la fiducia che entrambe le parti nutrono in una futura ripresa, guardando oltre le difficoltà attuali che potrebbero non essere né brevi né leggere. Infatti il contratto esprime fra l’altro la comune volontà di preservare il patrimonio professionale umano che si è in tanti anni sviluppato nel Gruppo.”

Luca Mussini, Amministratore Delegato del Gruppo Concorde, ha sottolineato inoltre gli aspetti innovativi che sono stati introdotti nel contratto, soprattutto per la grande attenzione ai livelli di sicurezza, alla protezione dell’ambiente e alla formazione, a cui sono riservati cospicui investimenti. Sono state inoltre inserite concrete misure di sostegno alle famiglie, soprattutto a quelle più numerose, per aiutarle a superare gli attuali difficili momenti.

Claudio Tonelli ha così espresso la soddisfazione della CGIL per il risultato raggiunto: “Il rinnovo del contratto del Gruppo Concorde rappresenta per la Filcem-Cgil un importante risultato, un’iniezione di fiducia, un segnale positivo in un contesto generale di forte criticità. La lunga trattativa ha attraversato momenti di confronto serrato, ma ha prevalso la volontà delle parti di voler investire sul futuro. Si sono rafforzati i diritti dei lavoratori con un insieme di normative per alcuni versi innovative; si e costruito un percorso per consolidare l’occupazione e la riqualificazione professionale; si sono ricercate nuove opportunità per tutelare maggiormente i redditi dei lavoratori. Nell’insieme si sono determinate le condizioni per affrontare questo momento difficile ed essere pronti a ripartire in modo adeguato nel momento in cui questa crisi passerà”.

Ha dichiarato Rosario Roselli: “Per la Femca Cisl si tratta di un risultato positivo, raggiunto a seguito di una trattativa lunga e complessa durata circa 9 mesi. Il management del gruppo Concorde ha dimostrato di saper raccogliere la sfida della contrattazione aziendale, concordando contenuti anche innovativi e definendo obiettivi salariali legati alla crescita dell’efficienza aziendale. Nelle prossime settimane si svolgeranno le assemblee nelle aziende del Gruppo al fine di valutare e approvare l’ipotesi d’accordo. Per la Femca Cisl è fondamentale proseguire il confronto con imprenditori seri e responsabili per sviluppare politiche industriali di rilancio che rafforzino e qualifichino il ruolo contrattuale in un’area e in un settore che ha ancora tante potenzialità.”

Alberta Boschini, a nome della Uilcem, ha a sua volta sottolineato l’importanza di aver concluso questo confronto su una nota positiva proiettata alla futura ripresa, con l’introduzione di importanti aspetti migliorativi a favore dei lavoratori, anche sul piano della solidarietà.

Armando Cafiero, Direttore Generale di Confindustria Ceramica, ha affermato che la firma di un contratto di questa importanza rappresenta un segnale di fiducia quanto mai opportuno, data la congiuntura economica attuale. Il comportamento responsabile del Gruppo Concorde e delle rappresentanze dei lavoratori sono una garanzia che, alla ripresa, il settore sarà pronto a cogliere le nuove opportunità che il mercato potrà offrire.

8, aprile 2009 Posted by | Modena | Lascia un commento

Sondaggio: Quali dovrebbero essere le priorità del sindacato?

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Il sondaggio: scegli le parole del congresso.

Quali dovrebbero essere le priorità del sindacato? Ti proponiamo in questo sondaggio, in maniera anche provocatoria, alcune parole contrapposte. Scegli quale tra queste dovrebbe animare le nostre azioni.

Possibilità o sicurezza?
Etica o realismo?
Conflitto o contrattazione?
Ambiente o sviluppo?
Unità sindacale (a rischio immobilismo)
o azione separata (a rischio inefficacia)?
Crisi o cambiamento, opportunità?
Lavoro ad ogni costo o dignità della persona?

Se preferisci aggiungerne altre, o desideri esprimere un concetto più articolato, scrivi pure sul blog inserendo il tuo commento

4, febbraio 2009 Posted by | Femca Regionale Emilia Romagna | 9 commenti

“Quadri e Alte Professionalità” Consiglio Generale Regionale

Il Giorno 21 Novembre prossimo, presso la CISL di Bologna, si terrà il Consiglio Generale Regionale allargato della FEMCA-CISL e della FLAEI-CISL nel quale verranno affrontate le tematiche ed i problemi dei “Quadri Aziendali” dei settori chimica, moda ed energia.
In questa importante giornata di studio, il Sindacato emiliano dedicherà ampio spazio all’Analisi e Valutazioni delle situazioni nei vari settori in esame ed al dibattito tra i partecipanti e le Segreterie Nazionali Femca-Flaei, A.P.Q. CISL Nazionale e A.P.Q. CISL Emilia Romagna.
L’incontro sarà un momento di riflessione e proposte in vista del prossimo Congresso ed è aperto a quanti interessati del settore,
per informazioni telefonare a:

Roberto Martinelli 380 5322838

Alleghiamo la Convocazione ed il Programma dei lavori
proramma-dei-lavori

convocazione-cons-gen-reg-21-11-08

17, novembre 2008 Posted by | Ferrara | Lascia un commento

Scaroni: il posto fisso frena la crescita. La risposta al nostro “Amministratore delegato”

clicca in questo link per aprire l’articolo rispostascaroni

15, ottobre 2008 Posted by | Parma | Lascia un commento

Documento Femca Reggio Emilia Modello Contrattuale

Femca – Cisl Territoriale Reggio Emilia

La Femca-Cisl di Reggio Emilia, alla luce della piattaforma unitaria CGIL-CISL-UIL relativa alla revisione della struttura della contrattazione definita dall’accordo del 23 Luglio 1993, ritiene necessario che il confronto con la Confindustria debba continuare; allargandosi alle altre associazioni imprenditoriali, ed al Governo per poter realizzare sia sulla riforma delle regole, sia sul merito dei provvedimenti, la necessaria condivisione per rendere efficace il risultato del negoziato che, in ogni caso, avrà bisogno in fase di conclusione di un’approfondita consultazione.
L’obiettivo è individuare regole più attuali e capaci di rispondere alle necessità di tutela del salario, del lavoro e di creazione e distribuzione della ricchezza nell’impresa, in un quadro di rilancio della concertazione con le parti sociali e, da parte del Governo, di una efficace politica dei redditi.

La Femca-Cisl di Reggio Emilia in accordo con quanto espresso nella riunione del Comitato Esecutivo Cisl a Roma del 22 settembre 2008, nella imminenza della legge finanziaria, considera urgente la ripresa dell’iniziativa con il governo per dare seguito agli impegni di fine luglio per realizzare un Patto sociale per la crescita rispetto al quale per la CISL hanno assoluta priorità, con particolare riferimento alle risorse da prevedere nella Finanziaria:

– l’acquisizione strutturale della decontribuzione e detassazione del salario di produttività, prevedendo la estensione ai lavoratori pubblici;
– l’aggiornamento delle risorse contrattuali per i pubblici dipendenti in base al nuovo indice previsionale di inflazione, definito con l’accordo sul modello contrattuale;
– un piano di restituzione fiscale a lavoratori e pensionati, migliorando le detrazioni e intervenendo sull’aliquota intermedia, e di sostegno alla famiglia, cominciando dall’utilizzo delle consistenti risorse, incassate nel 2008 dal drenaggio fiscale e dalla lotta all’evasione,
– il miglioramento, formalizzando il confronto specifico, della tutela del potere di acquisto delle pensioni, a partire dalle più modeste anche con riferimento ad uno specifico paniere di consumi, e un adeguato stanziamento di risorse per la tutela della non autosufficienza,
– politiche anticicliche che accelerino gli investimenti nelle infrastrutture materiali ed immateriali, nell’innovazione e nella ricerca, nelle reti energetiche, nei territori meridionali anche ottimizzando l’utilizzo dei Fondi Comunitari.

Per il costo della vita, che salassa salari e pensioni e rende sempre più critici i consumi, è urgente che il governo assuma una efficace e trasparente iniziativa per assicurare il riscontro immediato su prezzi e tariffe della riduzione dei prezzi delle materie prime, colpendo la speculazione e affrontando i nodi strutturali della distribuzione commerciale e, per le tariffe, accelerando la riforma dei servizi pubblici locali.

Inoltre è necessario ed urgente che siano riportate ad un tavolo di condivisione tra governo e parti sociali sia le scelte per l’attuazione del federalismo sia gli interventi sul sistema scolastico e sulle pubbliche amministrazioni; occorre superare la logica, che ha gravi effetti di destrutturazione, di fare le riforme a misura dei tagli finanziari già decisi, riconducendo tali interventi – anche rispetto alle esigenze di razionalizzazione della finanza pubblica – agli obiettivi di valorizzazione dei servizi pubblici e del sistema scolastico, di crescita e di competitività dell’Italia.

Segreteria FEMCA-CISL Reggio Emilia

Se si desidera aprire questo documento in formato Word cliccare qui sotto:
documento-femca-reggio-emilia-modello-contrattuale

13, ottobre 2008 Posted by | Reggio Emilia | Lascia un commento

il lavoratore ideale di Brunetta

SICUREZZA SUL LAVORO

BRUNETTA E IL “SUO” LAVORATORE IDEALE
TREMONTI E IL SUO CONCETTO DI FORMAZIONE

“Oh Signore! Ricevere la Vita, dare la Vita ……, non esiste altra spiegazione, non esiste altro senso: Io ci sono perché ci sei, Loro ci saranno perché Tu sei stata (E.Zola alla madre, 1870)”.

Lo scrittore francese Emile Zola, tanto nelle vicende private che in letteratura (si pensi alla storia di uno tra i suoi più celebri protagonisti letterari, il Lantier di Germinale), dà un esempio emblematico di convivenza nella natura umana di forze apparentemente centrifughe: il GENERARE (la voglia di produrre, di lavorare per vivere, l’amore per la vita, il desiderio di dare la vita) e insieme il DISTRUGGERE, anche solo attraverso l’accettazione, ogni giorno, dell’eventualità scellerata di potere facilmente e piuttosto banalmente essere distrutti, dal lavoro assurdamente rischioso ma accettato, o spesso praticato addirittura accentuandone i fattori di rischio (è la storia di Lantier, delle miniere franose di Demain e di uno sciopero drammatico, prima vincente poi perdente), oppure solo da un rapporto personale fortemente voluto eppure tenuto perennemente in bilico (è la storia dello scrittore stesso e della sua doppia paternità extra-coniugale, la vicenda di sua moglie Alexandrine, tanto tradita quanto davvero amata).

Anche Zola non vedeva dunque come scisse le due esperienze (il senso della vita e del vivere e la sua contemporanea messa a rischio); al contrario, ha spesso rappresentato i due comportamenti (l’uno PROTETTIVO e GENERATIVO, l’altro POTENZIALMENTE ANNIENTANTE) come facce di una stessa medaglia, due dimensioni, a volte complementari l’una all’altra, della natura umana.
“L’uomo è una miscela complessa ed esplosiva di razionalità e passioni, animato com’è da forze tanto distruttive quanto generative”. Questo viveva e scriveva Zola, e con lui sociologi, filosofi, studiosi del comportamento, scrittori anche del nostro tempo.
Nuovi profeti del “giusto modo di essere”, del “giusto modo di lavorare”, ci vogliono bizzarramente convincere, ora, che proprio questa sia la strada da incoraggiare; questa commistione di razionalità e forti passioni, di buon senso e abnegazione, di energie umane a volte protettive altre assurdamente istintive; è ciò che serve, dicono (mai esplicitamente, è ovvio), ad una generale crescita della nostra produttività ed è anche una rivoluzione culturale da promuovere, è il ritratto del lavoratore, per così dire, “GENITORIALE”, il modello che si vorrebbe vincente. In lui ritroviamo rappresentate le caratteristiche che sopra ho sommariamente descritto. E’ colui che, come padre farebbe qualunque cosa pur di chiudere la giornata sfornando il massimo della produttività possibile; non un giorno di assenza, timbrerebbe sempre il cartellino (se lo potesse); gli orari non lo condizionano oltre misura (se non fosse che il tempo comunque condiziona il mondo) e, sempre come padre, è tante volte fin troppo indulgente anche rispetto ai mancati riconoscimenti dei figli (entro certi limiti però: in questo incide molto il fattore pazienza, che fortunatamente natura vuole essere non sconfinata), figli che, a seconda dei casi, vede rappresentati nei colleghi di lavoro, nella squadra turno, negli obiettivi produttivi da perseguire quel giorno, nell’impresa/azienda che lo accoglie, e che dunque, a sua volta, genera.

Il lavoratore “genitoriale” non è né il “lecchino” del padrone (anzi, è più spesso vero il contrario), né un inconsapevole al quale sono sconosciuti diritti e normative, neppure è il lavoratore precario e quindi insicuro e per ciò maggiormente disponibile (questi sono altri e non meno tragici e imbarazzanti problemi). E’ un lavoratore, invece, spesso ricco di interessi anche extra-lavorativi, preparato, massimamente responsabilizzato che trova soddisfatti bisogni primari e, almeno in parte, secondari (se vogliamo inquadrarlo nella tanto, e fin troppo ricordata, scala Maslow), ma che non sa ergere uno spartiacque sicuro e stabile tra pulsioni generative e distruttive, in nessun campo della vita (è dunque un Lantier e uno Zola) pulsioni che invece si combinano in lui come parti di un solo comportamento.
Per questo vive anche il lavoro come se praticasse una immersione, un momento prolungato (spesse volte ben oltre le otto ore) di estraniazione appassionata ma fin troppo totalizzante.

E’ la mentalità più consona per lavorare in sicurezza? Ovviamente no, neppure è il modo migliore per lavorare bene.
E’ una mentalità scarsamente diffusa? Purtroppo è invece frequentissima tra noi italiani, tutt’altro che fannulloni, perché è comunque espressione di un istinto umano e dunque di un comportamento più comune di quanto non si possa credere nel nostro popolo e nella nostra cultura; questo è quanto penso e vedo, non solo da lettore di un vecchio romanziere, ma soprattutto da sindacalista di “prima linea”.

Invece illustri esponenti del Governo e di associazioni di impresa, che sostengono che il lavoratore italiano può migliorare “al cubo” la propria disponibilità, la propria responsabilità, il proprio senso di partecipazione, cosa vedono? Si concentrano su una parte minoritaria (esistente) di lavoratori (i disinteressati, i “non partecipativi” o, peggio, i menefreghisti, ecc..), e quella parte minoritaria non la sanno in ogni caso studiare e quindi non sanno offrire risposte adeguate neppure a questa loro semplificazione/generalizzazione.

La lettura “in positivo” del lavoratore “genitoriale” è uno dei messaggi più forti che si vorrebbe far passare in modo strisciante (vedi flessibilità sempre più debolmente regolamentata e orari di lavoro “incalcolabili”, solo per fare due esempi significativi) ed è fatto che getta ombre scure sia sulla già complessa difesa della qualità della vita (intesa in senso generale, fuori e dentro il lavoro) che, appunto, sulla penosa realtà dell’insicurezza e delle morti bianche. Per dire la verità sul lavoratore “genitoriale”, o chiamatelo come più volete*, dobbiamo semmai ammettere quanto questo sia in realtà un soggetto il cui equilibrio è precario, è acqua calda da rinfrescare con il ghiaccio della formazione (che può ricomporre un corretto discernimento), e con il ghiaccio di una adeguata cultura di impresa, che non dovrebbe mai mancare ai nostri industriali.

Una maggiore e generale produttività, piuttosto, passa attraverso la responsabilità sociale delle imprese stesse, unita ad una adeguata preparazione imprenditoriale (capacità di “fare industria” con più coraggio e più fantasia, cominciando proprio dalla valorizzazione delle professionalità e da una corretta lettura del futuro), tanto nel pubblico che nel privato, e unita ad un adeguato sostegno della politica all’economia. Infine puntare ad un generale salto nella formazione tecnica e scientifica dei giovani**. Questo è quanto manca di più all’Italia di oggi.

** “Per la scuola il Governo investe poco, perché sono previsti tagli ai fondi destinati all’istruzione? Bé, dobbiamo riscoprire il senso del recupero dell’efficienza e del risparmio su tutto anche, tanto per fare un esempio, riscoprendo la pratica del buon usato. I libri di testo scolastici si dovrebbero non riprodurre in frequenti riedizioni ma, per agevolare i costi delle famiglie, passare dai più grandi ai fratelli o agli amici più piccoli (Tremonti, sul Corriere del 22 agosto 2008)”. Perché no allora da padre a figlio? Riporto questa affermazione perché mi pare emblematica di quali vette abbia oggi toccato l’attenzione rivolta all’aggiornamento, quanto siamo vicini al ritenere che lo studio debba essere inteso prima di tutto come ricerca, molla dell’innovazione ed effetto della curiosità (altro che “buon usato”!). Auguri a tutti noi.

* Che la definizione, comunque, abbia il coraggio, l’onestà intellettuale, la chiarezza, di cercarla chi ne desidera la prolificazione! Ma, al di là di tutto, si può davvero legiferare sul lavoro evitandosi la “scomodità” di declinare, esplicitamente, cosa si vorrebbe intendere per lavoratore uomo e donna, declinare un modello di famiglia e di società?!

Gioli Fabio

22/08/08

3, settembre 2008 Posted by | Bologna | Lascia un commento

TAGLIAFERRI (FEMCA-CISL): UN NUOVO PATTO PER IL DISTRETTO CERAMICO

COMUNICATO STAMPA
Modena, 8 luglio 2008

Un nuovo patto per il distretto ceramico che ricrei le condizioni di sviluppo, benessere e pace sociale che hanno contraddistinto gli anni più felici del nostro territorio. Lo chiede il sindacato dei ceramisti Femca-Cisl di Modena, preoccupata per il clima teso e il malessere che serpeggia nelle fabbriche di Sassuolo e dintorni. «Le ultime vicende contrattuali hanno evidenziato criticità mai riscontrate prima nel distretto delle piastrelle – afferma il segretario provinciale della Femca Vincenzo Tagliaferri – Oltre alle pesanti conseguenze occupazionali e sulle retribuzioni dei lavoratori, è evidente la volontà delle imprese e di chi le rappresenta di tagliare definitivamente i ponti con il passato. È giusto stare al passo con i tempi, ma l’innovazione che oggi viene avanti non ci piace. Non possiamo accettare che, in nome del cambiamento, si emargini il sindacato per avere mano libera, tagliare le retribuzioni dei lavoratori anziché puntare su efficienza, ricerca e qualità, delocalizzare milioni di metri quadrati, ridurre gli investimenti in Italia a favore di altri Paesi dopo aver sfruttato appieno le risorse di questo territorio». Tagliaferri ricorda che la fortuna di questo distretto è stata determinata, oltre che dalla capacità e dal coraggio della classe imprenditoriale, dalla laboriosità, competenza e responsabilità dei lavoratori, dal sostegno delle amministrazioni locali, da un sindacato intelligente e responsabile che ha contribuito alla crescita delle imprese e al miglioramento normativo ed economico dei lavoratori. «Tutto questo è avvenuto grazie a un “patto” non scritto, ma di fatto attuato, che ha creato sviluppo, benessere e pace sociale. Oggi – denuncia il segretario dei ceramisti Cisl – questo “patto” è saltato, non certo per colpa del sindacato. Le politiche contrattuali attuate dalla nuova generazione di imprenditori, spalleggiati da una Confindustria Ceramica che dichiara candidamente di non elaborare politiche di indirizzo nella contrattazione, hanno di fatto sancito la fine della pace sociale nel distretto. Oggi per i lavoratori di questo settore l’unico livello di contrattazione che porta reali incrementi nella retribuzione è il contratto nazionale. Nei rinnovi aziendali, – prosegue Tagliaferri – a parte le forzature di alcune imprese che hanno tolto retribuzione dalle buste paga dei lavoratori, gli incrementi salariali sono ridotti al minimo. È evidente inoltre, la volontà di togliere peso al sindacato, risparmiare sul costo del lavoro, chiudere con la storia di questo settore creando nelle fabbriche un clima teso e di malessere che non giova certamente all’efficienza e qualità delle produzioni». Secondo la Femca forse non è pensabile riproporre lo stesso patto che ha funzionato in passato; occorre allora definirne uno nuovo. «Sarebbe miope chi ritenesse un’utopia provare a mettere a riunire attorno a un tavolo tutti gli attori che agiscono nel distretto e farli discutere. La Femca–Cisl agirà affinché si possa almeno tentare di percorrere la via del dialogo per giungere a un nuovo patto territoriale. Altrimenti – conclude il segretario provinciale Taglieferri – si rischia di appesantire lo stato d’agitazione e il clima sociale critico in cui il distretto è precipitato negli ultimi tempi».

30, luglio 2008 Posted by | Modena | Lascia un commento

Giuseppe Giuliano

22, luglio 2008 Posted by | Reggio Emilia | Lascia un commento

Silvia Foschini

Silvia Foschini

3, luglio 2008 Posted by | Ravenna | Lascia un commento

chi siamo a: RIMINI

Carlo Rani: segretario generale
tel. 335 318010 mail. carlorani@libero.it

Andrea Anderlini: segretario con delega comparto gas acqua

Stefania Battistini: segretario con delega comparto chimica

Luca Giacobbe: operatore con delega comparto tessile

30, giugno 2008 Posted by | Rimini, _Chi siamo e dove ci trovate | Lascia un commento

Massimo Muratori

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30, giugno 2008 Posted by | Modena | Lascia un commento

Roberto Martinelli

Roberto Martinelli

25, giugno 2008 Posted by | Parma | Lascia un commento

William Ballotta

William Ballotta

25, giugno 2008 Posted by | Femca Regionale Emilia Romagna | Lascia un commento

Chi siamo in: Regione Emilia Romagna

Segretario Regionale:
William Ballotta
Indirizzo: Via Milazzo, 16 – 40121 – Bologna
Tel: 051256845
Fax: 051256855
Email: femca.emiliarom@cisl.it

Maria Luisa Toschi Segretario Generale aggiunto
Cell.335-1360944
e-mail: marialuisa.toschi@cislmodena.org

Segr. Comparto Energia
Giorgio Cantarelli tel. 3485155509
mail g.canta2006@libero.it

25, giugno 2008 Posted by | Femca Regionale Emilia Romagna, _Chi siamo e dove ci trovate | Lascia un commento

Giorgio Cantarelli

Giorgio Cantarelli

25, giugno 2008 Posted by | Femca Regionale Emilia Romagna | Lascia un commento

Periodico della FEMCA-CISL di Ferrara GIUGNO 2008

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24, giugno 2008 Posted by | Ferrara | Lascia un commento